Wi-Fi in aereo: quale futuro per i voli di domani?

Ormai tutto è connesso con tutto: lo smartphone che comanda il forno di casa, le macchine intelligenti si parcheggiano persino da sole e i treni più chic si sono trasformati da ambienti angusti di un tempo in sedi per eccellenza della tecnologia mobile. E di questa continua e crescente digitalizzazione, l’aereo poteva forse non considerarsene parte?



Fino a poco tempo fa siamo stati costretti a dover considerare l’aereo come un mezzo dal basso impulso innovatore se non altro per via di questioni di sicurezza che, tra le altre cose, impedivano un utilizzo davvero completo dei dispositivi tecnologici a bordo: chi non ha presente quella vocina che abitualmente impone ai passeggeri di spegnere gli apparecchi elettronici in particolari fasi del volo (il famoso flight mode o uso aereo)? Ma le cose potrebbero trovarsi dinanzi ad un punto di svolta epocale poiché gli operatori telefonici, i produttori di materiale hi-tech e le stesse compagnie aeree stanno lavorando sodo per superare un limite figlio di un’altra era. In sostanza si sta marciando dritti dritti verso la possibilità di tenere accesi i dispositivi anche durante il decollo o l’atterraggio e valutando persino l’ipotesi di rafforzare l’uso di tablet, notebook e smartphone grazie all’introduzione del Wi-Fi in aereo.

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Connessione Wi-Fi a bordo: c’è l’OK delle compagnie aeree

Convinte dal fatto che gli utenti tutti si stiano propendendo verso una comodità sempre più digitale, parecchie compagnie di volo stanno valutando l’ipotesi di mettersi al riparo anche sotto questo punto di vista. Possibilità che parecchie di loro hanno già pensato bene di trasformare in una concretezza da mettere a totale disposizione della clientela. Il continuo movimento che si respira in questo comparto, però, non permette di stilare un elenco di compagnie che hanno già previsto il Wi-Fi a bordo (più che altro perchè quando leggerete questo articolo potrebbe esser cambiato qualcosa, sia in un senso che nell’altro).

Ciò su cui possiamo rassicurare, semmai, verte sul dato di fatto secondo cui quasi tutte le realtà operanti nei voli aerei abbiano già piantato un seme in questa direzione: nella gran parte dei casi le compagnie aeree prevedono il Wi-Fi a bordo solo relativamente ad alcuni loro mezzi, sebbene non tutte abbiano optato per la stessa politica dei prezzi (alcune di loro impongono una tariffazione a consumo, altre in base al traffico dati, mentre altre ancora offrono questo servizio in via del tutto gratuita).

Introdurre questa tecnologia nei voli aerei implica infatti un considerevole sforzo infrastrutturale ed un sacrificio economico non proprio irrilevante: tutta colpa di come la connessione Internet senza fili agisce lassù in alto nei cieli. Vediamo quindi come funziona il Wi-Fi negli aerei da un punto di vista prettamente tecnico.

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Wi-Fi a bordo: quali le tecnologie impiegate?

La trasmissione dei dati tra le nuvole non ha un funzionamento che possa dirsi standard e “buono per tutti”: ci sono diversi metodi tramite i quali si può pensare ad introdurre il Wi-Fi in volo. Il più popolare è sicuramente quello soprannominato “Air-To-Ground” che tradotto sta a significare “dall’aria alla terra”, e in effetti il perchè è presto che detto: questa tecnologia fa affidamento a una serie di antenne molto simili a quelle utilizzate per la telefonia mobile, con l’unica differenza che in tal caso la trasmissione dei dati sia capace di arrivare ben al di sopra dei diecimila piedi; il sistema Air-To-Ground è però un po’ troppo povero in termini di prestazioni (parliamo pur sempre di circa 3 Mbps per un intero aeromobile!).

Un’alternativa a questa tecnologia è sicuramente data dal metodo satellitare. A differenza del precedente caso, qui, i dati non arrivano mica da terra: tutto è affidato alla volta celeste, o meglio ai satelliti che ruotano intorno all’orbita terrestre. La nota dolente sta nel fatto che anche in questo caso le performance non è che siano poi così strabilianti, tant’è che per prendere atto delle sue prestazioni basterebbe pensare ad una connessione 3G divisa per tutti i passeggeri presenti in volo. Roba dell’altro mondo.

Va decisamente meglio con la tecnologia “Ka-Band” la quale garantirà presto una connessione da 12 Mbps. Per aeromobile? Niente affatto: 12 Mbps a totale uso e consumo per ciascun passeggero! Dalla lentezza strisciante dei precedenti metodi si salta quindi alla Ka-Band che è persino meglio di quel su cui potremmo contare a casa: stiamo pur sempre parlando del doppio della velocità base delle Adsl domestiche. Mica bruscolini! La Ka-Band rappresenza senza alcuna ombra di dubbio il futuro che verrà: presto annoverata tra le tecnologie proprie di JetBlue e di alcuni voli della United, questa banda introdurrà quello scossone che parecchi passeggeri attendono ormai da parecchio tempo.

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Ecco un grafico a cura di Edreams che illustra tutte le Compagnie Aeree che hanno già avviato il servizio wifi a bordo.

Prezzi alti e velocità scadente: la strada da fare è ancora molta

Proprio così: per quanto gli sforzi compiuti siano degni di nota, c’è ancora tanta strada da percorrere affinchè si possa considerare il progetto come andato “a pieno regime”. I costi proposti dalle compagnie non sono molto competitivi, soprattutto dal momento in cui non garantiscono un corrispettivo in termini di servizi: la velocità di connessione è ancora troppo scadente, tanto è vero che basterebbe una connessione contemporanea da parte di una decina di utenti affinché i tempi di risposta seguano un passo da lumaca! Ma non dimentichiamo il mantra “Ka-Band”: è lì che occorrerà guardare (ma soprattutto investire) d’ora in avanti!

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